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Intervista alle Candidate

alla carica di Presidente Nazionale Biennio 2024/2025

La Presidente Nazionale del Soroptimist International Unione Italiana per il Biennio 2024/2025 verrà eletta dal Consiglio Nazionale delle Delegate a Foligno il 29 maggio 2022.

Abbiamo posto alle Candidate sette domande sul loro programma, sulla loro vita professionale e sul loro tempo libero per presentarle alle socie.

Ecco i loro curriculum sintetici

Adriana Macchi

Adriana Macchi, laureata in Lettere e Filosofia, ha collaborato con diverse case editrici. Presso il Centro Studi Politica Estera e Opionione Pubblica dell’Università di Milano è stata borsista e responsabile delle pubblicazioni e coordinatrice delle segreterie scientifiche di Convegni internazionali. In Franco Angeli Edizioni (1984/1997) ha svolto il ruolo di redattrice nei settori di Sociologia e di Economia, e Area Manager nel settore di Psicologia. Successivamente (1997/1999) è responsabile editoriale in Egea. Dal 2000 al 2011 è consulente editoriale specializzata nel settore no-profit. Dal 2011 è Presidente della Fondazione Opera Pia SS Bernardino e Marta Onlus, struttura residenziale per anziani con 25 posti letto e 11 dipendenti. Entra nel club di Novara nel 2011 e dal 2006 è nel club di Alto Novarese che ha contribuito a fondare. Dopo aver ricoperto numerose cariche di Club, per l’Unione Italiana è stata Presidente del Comitato Estensione (2013/2017), Vicepresidente nazionale (2017/2019), Coordinatrice nazionale Advocacy (2019/2020).

Lucia Taormina

Lucia Taormina è Avvocata, specialista in Diritto di famiglia e questioni patrimoniali, svolge la professione a Rapallo nello studio di famiglia. Oltre che nella professione si è da sempre impegnata in vari ambiti nel suo Ordine professionale: è stata Prima Presidente dell’Ordine dei Giovani Avvocati, ha fatto parte per un decennio del Consiglio dell’Ordine di Chiavari. È componente della Giunta dell’organismo di rappresentanza nazionale degli Avvocati; componente del Consiglio di Amministrazione della Cassa Forense, ente di gestione della previdenza ed assistenza dell’Avvocatura, oltre a svolgere attività di docente e relatrice in numerosi eventi formativi presso Associazioni e Ordini professionali in tema di previdenza e assistenza forense. Nel 1985 entra nel club di Tigullio dove ha ricoperto diverse cariche. Per l’Unione Italiana è stata Segretaria Nazionale (1989/1991), componente (1992/1993) e poi Presidente (1993/1995) del Comitato Statuti, coordinatrice del gruppo di lavoro “SI va in biblioteca” (2017/2019), Vice Presidente Nazionale (2019/2021).

Domanda 1

Quale senso ha, nel 2022, un Club service internazionale di donne ad elevata qualificazione professionale?

Risposta 1 Macchi

Donne unite nell’ intento di sostenere l’avanzamento della condizione femminile che danno voce e difendono i loro diritti a tutte le latitudini attraverso azioni concrete, con la competenza delle loro diversità professionali, che condividono approcci trasversali ai confini nazionali e costruiscono una rete progettuale a servizio delle comunità. Credo sia, ora come allora, una visione anticipatrice e moderna che mantiene inalterato tutto il suo significato. E rappresenta anche una grande opportunità di scambio di conoscenza ed esperienze per le Socie. Quel che forse appare un po’ superato è l’utilizzo di certe categorie che infatti sono state opportunamente modificate con termini più adeguati e rispondenti alle nostre realtà.

Risposta 1 Taormina

Non mi nascondo la profonda crisi che attanaglia i service club e l’associazionismo in genere.
Credo però che la diversità nelle competenze e la condivisione di valori siano gli elementi identitari che ci consentiranno di continuare ad essere ispiratrici di azioni e progetti all’avanguardia, così come è stato nei 100 anni della nostra storia. Competenze, esperienze di vita, la rete internazionale che ci apre al mondo, lo spirito di servizio che non è beneficenza, ma si fa azione e progetto, ci rendono diverse e danno corpo e senso alla nostra adesione, ancora nel 2022 ed anche nei prossimi anni.

Domanda 2

Ci racconti il tuo ingresso nel Soroptimist, le motivazioni, il legame con le tue madrine, il tuo inserirti nel club ed i successivi incarichi nazionali?

R. 2 Macchi

Ho respirato aria soroptimista fin dai tempi in cui ragazzina accompagnavo mia madre alle riunioni alla Meridiana (sede allora del Club di Novara) e consideravo tutte le Socie “zie” al pari della mia vera zia, Adriana, socia fondatrice del club di Biella. Sono cresciuta in ambiente fertile da questo punto di vista e in un certo senso educata a questi valori, e quindi, dopo, la cosa più naturale mi è sembrata l’ingresso nel Club. Grazie a incontri positivi con Socie che mi hanno accolto, trasmesso esperienza ed entusiasmo e mi hanno accompagnata e sostenuta, ho assunto varie responsabilità all’interno del Club. Nel 2013 si è presentata l’occasione di misurarmi con la dimensione nazionale. Da lì ha preso avvio un percorso diverso, dall’estensione alla vicepresidenza, con tanti nuovi incontri e confronti che hanno arricchito progressivamente il mio bagaglio, con sempre maggiore coinvolgimento.

R. 2 Taormina

Sono stata invitata all’assemblea di inizio anno sociale in casa di una socia. Era l’ottobre del 1986, avevo 31 anni. Credo di essere stata indicata da un collega tra le allora poche donne iscritte all’Albo degli avvocati.
Appena entrata sono stata “prelevata” da Anna Botto, che mi ha sottoposto ad un garbato e pressante interrogatorio. Al termine ha fatto un cenno di assenso a Lina Borzone, seduta dall’altra parte della sala, che ha sorriso. Da quel momento è iniziata una esperienza unica, avvincente, formativa.
Il maggio successivo sono stata designata Segretaria Nazionale per il biennio 89/91. Come posso raccontarvi due anni straordinari in poche righe? Conoscere il Soroptimist stando al centro del Soroptimist, accompagnata e sostenuta da donne come Elda Pucci, Maria Amendola, Vittoria Kinerk, e tante tante altre.
Negli anni successivi sono stata al Comitato Statuti, durante la presidenza di Raffaella Mottola. Poi una lunga pausa per i miei assorbenti incarichi nell’avvocatura. Appena un po’ più libera e dopo la presidenza del Club, ho seguito il “SI va in biblioteca” con Patrizia Salmoiraghi, un piccolo progetto che ci ha dato grandi soddisfazioni.
Quindi sono stata VicePresidente con Mariolina Coppola, che mi ha affidato compiti e progetti importanti, come la trasformazione del Soroptimist in associazione riconosciuta e la necessaria modifica di Statuti e Regolamenti ed il progetto di collaborazione con la Protezione Civile, da poco portato a conclusione con Giovanna Guercio.

Domanda 3

Cosa ti motiva a candidarti?

R. 3 Macchi

Ritengo che ognuna di noi debba fare la sua parte, secondo inclinazioni, sensibilità e disponibilità, per dare il proprio contributo alla costruzione di un Soroptimist in grado di ascoltare, rispondere, e per certi versi anticipare, le nuove sfide che sembrano rimettere in discussione tanta parte delle nostre certezze. Incoraggiata dal consenso ottenuto nella scorsa tornata, a questa scelta sono stata sollecitata anche da tante amiche con le quali ho condiviso il trascorso associativo e con le quali, sempre, mi sono confrontata. Soroptimista per tradizione e convinzione, credo fermamente nei nostri valori, nella forza e potenzialità della nostra rete. Penso di avere lavorato nel Club e per i Club, nei diversi ruoli che ho avuto l’opportunità di ricoprire, con impegno e passione e di aver maturato anche esperienza diretta delle problematiche della nostra associazione.

R. 3 Taormina

Sono una donna fortunata.
La vita mi ha dato tanto: incontri, occasioni e opportunità. Non sono mancate le fatiche, le sconfitte, i dolori. Ma ho davvero ricevuto tanto.
Ed è questo tanto, che è tutto quello che sono, che voglio mettere a disposizione dell’Associazione e di tutte le socie.
Ora, perchè ho l’età giusta, ho meno impegni familiari e, dopo 44 anni di professione, ho deciso – finalmente – di rallentare.

Domanda 4

Quali sono le tue linee programmatiche per il biennio 2024 – 2025?

R. 4 Macchi

Centralità dei temi della diseguaglianza di genere e della difesa dei diritti in tutte le sue declinazioni; ascolto attento sia all’interno che all’esterno per mettersi in sintonia e soprattutto comprendere i cambiamenti in atto; intercettazione e valorizzazione delle competenze interne; ripartenza dai club e dalla loro territorialità per individuare progetti che possano trovare condivisione convinta; rafforzamento delle reti di collaborazione con Istituzioni e Associazioni; forte impegno sull’advocacy; ripensamento corale dei nostri modelli organizzativi e di comunicazione; individuazione di strategie a sostegno del ricambio generazionale e di una maggiore proattività. In questi tempi recenti di grandi difficoltà che ognuna di noi vive singolarmente e nella vita associativa, al di là degli slogan e di frasi stereotipate, è ancor più imperativo cercare insieme la strada per riuscire ad immaginarci proiettate nel futuro diverso che vogliamo.

R. 4 Taormina

Ho sintetizzato tutto in tre parole: identità, consapevolezza e connessione.
Ho in testa un “Soroptimist Day” di orgoglio e comunicazione; eventi tematici di confronto costruttivo, un incontro internazionale su una specifica azione o progetto.
Prima la pandemia, poi la guerra. Cosa ancora capiterà?
Lo affronteremo: insieme, in attento ascolto, concrete nell’azione, i piedi piantati nella nostra storia, lo sguardo rivolto al futuro.

Domanda 5

Saper fare squadra è un talento innato o un percorso di apprendimento?

R. 5 Macchi

Le due cose. Nel senso che la base è certamente un’inclinazione del carattere, un po’ istintiva nelle persone che naturalmente si pongono verso gli altri in un determinato modo per creare prima di tutto questo vero spirito inclusivo e di condivisione che fa nascere la squadra, la fa crescere e vincere, che sia di gioco, amicizia, lavoro o associazione, poco cambia. Le esperienze dirette e il confronto affinano sicuramente queste capacità e rendono più consapevoli di quanto questo approccio sia per così dire utile e necessario. Ma senza quella buona base…

R. 5 Taormina

Quando sei parte di una grande famiglia, un fratello, una sorella e 16 cugini, con cui hai trascorso tutta la tua infanzia, lavorare in squadra è del tutto naturale.
Sai che ciascuno ha la sua individualità e che ognuno dà quel che può, ma che tutti insieme si può combinarne tante, anche cambiare il mondo.

Domanda 6

La capillare diffusione territoriale raggiunta dall’Unione italiana è un traguardo o un punto di partenza?

R. 6 Macchi

Entrambe, dipende da che parte la osservi. Non parlerei di diffusione capillare ma di una buona distribuzione sul territorio nazionale, con una più alta concentrazione in alcune aree e alcuni “spazi vuoti” altrove. L’obiettivo rispetto al quale considerarla traguardo e punto di partenza, non è tanto quello della presenza diffusa – anche se certamente più fitta è la maglia della rete dei nostri Club, più efficaci saranno le nostre azioni – ma quello della nostra capacità di cogliere le opportunità offerte dai e sui territori, individuando e coinvolgendo talenti e competenze femminili per far nascere nuovi club.

R. 6 Taormina

Penso che nuovi Club continueranno a nascere e saremo sempre più presenti sul territorio.
Ma non credo che sia questo il problema che dovremo affrontare presto, anzi subito.
Molti dei Club italiani sono stati costituiti circa cinquant’anni fa e vivono una naturale crisi, un depauperamento del numero delle socie legato all’età ed anche alle restrizioni della pandemia.
Sarà necessario arricchire di socie i Club, in alcuni casi una vera e propria rifondazione, guardando alle nuove generazioni e alle nuove professioni. Non sarà facile. Ma nemmeno impossibile.

Domanda 7

Cosa ami fare nel tempo libero da impegni professionali e Soroptimisti?

R. 7 Macchi

Mi piace moltissimo lavorare in giardino e traggo grande soddisfazione nel coltivare verdure di ogni genere che sono alla base della nostra alimentazione familiare. Mi diverto con i miei tre cagnoloni che insieme al gatto costituiscono presenze allegre e vivaci della casa. Non mi faccio mancare la lettura e cerco di stare in compagnia degli amici, avendo la fortuna di aver mantenuto legami forti che risalgono ai tempi dell’infanzia e della scuola, e con loro confrontarmi su tanti aspetti e problemi.

R. 7 Taormina

Curiosare, guardarmi intorno, conoscere, capire.
Andare in giro per il mondo, dai ciliegi del Giappone, ai fiordi in Norvegia, alle balene del Quebec.
Appena possibile, anche da sola.
Poi leggere, leggere, leggere e ascoltare musica di ogni genere, anche alla radio.
Camminare, con qualsiasi tempo..
E chiacchierare, tanto.

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