PENSIERI

L’ozio, vizio o virtù?

… ma insomma cos’è questo ozio / ora / in questi tempi violenti, pensato come dolce far niente o totale passività / è una questione di stasi che va e viene e vola in azzardo come iato imprescindibile?
Ora l’otium di latina memoria, sapienza dimenticata dalla nostra cultura, annaspa tra utili netti e profitti da perseguire anche col fiato corto / ora non c’è tempo da perdere, mentre quasi tutto s’è perso, compreso il proprio tempo.
Si baratta, ora, la conoscenza interiore / si cancella ogni meditazione a favore del negotium senza prendersi cura di sé per poter afferrare qualche lampo di saggia felicità / si corre, ora, a perdifiato in territori di ossessive ambizioni e frustrazioni / giocando una partita persa in partenza.
E allora, ora, viene da dirsi, quando morde il dolore e la morte sogghigna, se non sia insano affogare in un mare di babeliche indecenze, sempre interconnessi e sempre più soli.
Mai, come ora, è tempo di arricchire la vita di tempi sospesi per riflettere tra gli affanni e gli impegni costanti e inevitabili, di perderci negli estetici giochi delle nuvole, di immergerci nella goccia di rugiada che brilla su un fiore, di respirare il vento, di impreziosirci della bellezza in un intrico di verde fogliame, di inseguire pensieri ballerini che s’affacciano fugaci, di indorarci di luce per cogliere qualche balenìo di verità che, a volte, disvela il mistero che ci avvolge, di immaginare il suono delle cosmiche sfere, di meravigliarci del nostro stesso respiro.
Mai, come ora, questo “ozio” vitale potrebbe nutrirci e renderci più umani su questa terra madre, straricca di ingiustizie e di sopraffazioni vergognose, nell’indifferenza quasi totale, ora.

Anna Maria Giancarli

I legami dell’essere

L’oziare viziando l’impulso di creare panorami senza confini, trasformandoli in virtuosi legami dell’essere. La meravigliosa scoperta di lasciarsi trascinare nella lentezza degli oziosi pensieri che sanno regalare emozioni sempre nuove.
Sabrina Giangrande
Giornalista

L’ozio è il padre dei vizi

“L’ozio è il padre dei vizi”, recita il detto.
Eppure, oggi, in questa quotidianità frenetica, schiacciata dagli impegni, tormentata da notifiche, obblighi, pressioni, rumori e suoni incessanti l’ozio può rappresentare una virtù.
Un attimo di riflessione.
Un momento di silenzio.
Una pausa.
Corriamo per raggiungere il posto di lavoro, l’università, la scuola, corriamo per riempire le nostre vite, forse perché gli attimi di vuoto ci fanno paura.
Siamo così abituati a vivere in affanno che ci dimentichiamo di respirare, di prenderci del tempo da dedicare al niente.
Riprendiamoci l’ozio.
Possiamo scegliere di strappare un attimo di ozio a questo mondo che ci vuole sempre attivi…
Per restare in compagnia di noi stessi, della nostra anima.
“L’ozio è una virtù.”

Piccola poesia oziosa – l’ozio

Ozio

L’abbaiare di un cane.
Il frinire stanco di un grillo.
Il fresco della sera.
Lo scricchiolio dei passi di un vicino.
La confusione immota delle stelle.
Il sapore delle amarene.
Una macchina lontana.
E poi il silenzio.

Cristina Cerasi
Copywriter

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